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Pagina 3 di 3 Rilassamento Le tecniche di rilassamento, come il Training Autogeno o il Rilassamento Progressivo di Jacobson, vengono utilizzate per prendere consapevolezza della tensione muscolare a riposo e in attività (Inventario corporeo), per gestire situazioni ansiogene o stressanti e sono preparatorie a qualsiasi attività immaginativa. Gestione dell'ansia pre-agonistica La prevenzione ed il trattamento dell’ansia costituiscono uno dei principali problemi e dei maggiori obiettivi della medicina e della psicologia dello sport. L’ansia preagonistica è legata all’imminenza di una competizione particolarmente impegnativa e temuta, ma a volte lo stato ansioso può estendersi anche ad altre situazioni, sportive ed extra-sportive., diventando talvolta obiettivamente immotivata. Esistono delle tecniche di gestione dell’ansia pre-agonistica come ad esempio il rilassamento e la desensibilizzazione sistematica da apprendere sotto la guida dello psicologo dello sport e da esercitare poi in maniera autonoma. Gestione delle situazioni stressanti Lo stato di stress si verifica quando gli atleti intuiscono che c’è uno squilibrio tra quello che è chiesto loro di fare (sfida) e quello che invece essi sentono di essere capaci di fare (livello di abilità). Anche l’allenatore può essere sottoposto a stress ed essere iper o ipo - attivato come i suoi atleti; si renderà quindi necessario adottare delle strategie per abbassare o incrementare anche il livello di attivazione dell’allenatore per permettergli una direzione accurata ed equilibrata durante la gara.Fra le tecniche di gestione dello stress annoveriamo lo Stress Inoculation Training, la desensibilizzazione sistematica e la ristrutturazione cognitiva. Comunicazione L’atleta del giorno d’oggi pretende giustamente rispetto e considerazione da parte della Federazione e dell’allenatore; egli non vuole essere escluso dalla gestione dell’attività sportiva che lo riguarda. Questa necessità di dialogare e pianificare insieme pone non pochi problemi di comunicazione fra l’atleta e l’allenatore; quest’ultimo da parte sua spesso tende a non considerare le esigenze dettate dall’evoluzione emotiva e cognitiva del giovane agonista, ma a focalizzare la sua attenzione solo sugli aspetti di sviluppo motorio e di rendimento. Si rivelano di grande utilità incontri di gruppo fra atleti ed allenatore, fra allenatore e dirigenti, fra atleti di una stessa squadra con qualche problema di dialogo fra giocatori. Uno degli interventi più richiesti dalle Federazioni Sportive e che lo psicologo dello sport può attuare in seno ad una squadra è un Corso di Mental Training (pacchetto multimodale sulle attività di base su menzionate), con sedute settimanali della durata di un’ora o due per dieci - quindici settimane. Lo scopo dell’intervento è quello di fornire un’occasione di apprendimento di tecniche per migliorare la performance atletica e successivamente di rendere completamente autonomo il soggetto che ha usufruito degli insegnamenti del Corso: infatti l’atleta, fornito di supporti audio-visivi, è in grado di allenarsi quotidianamente per conto proprio, senza dover instaurare un rapporto di dipendenza con lo psicologo dello sport. Per quanto riguarda gli allenatori (ma non solo loro), di estrema attualità ed utilità risultano essere i Corsi di formazione sulla Psicologia dello Sport e sulla Psicologia dell'infortunio e della riabilitazione : questi corsi permettono agli addetti ai lavori di apprendere delle conoscenze sul modo di pensare e di sentire degli atleti (soprattutto per quanto riguarda gli atleti infortunati) che spesso non vengono rese disponibili nell’ambiente sportivo.
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