| Lasciamoli divertire... |
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| Scritto da Mr. Matteo Meduri | |
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Mi rivolgo ai numerosi dirigenti, istruttori, accompagnatori,genitori. Il mio è un appello quasi disperato in quanto le mie esperienze di allenatore e ora di genitore in quanto seguo mio figlio negli allenamenti e nelle partite,mi hanno fatto capire come il gioco del calcio ha raggiunto uno stato di regresso ed esasperazione e non mi meraviglio se i ragazzi che smetteranno di giocare fin da giovani saranno in molti. Ai dirigenti o a chi si dà un gran da fare nel seguire i ragazzi, dico di mettere tanto entusiasmo e soprattutto regalare sempre un sorriso una pacca sulla spalla;vedo bambini che piangono se perdono una partita,che si accusano tra loro per giustificare una sconfitta,che forse è colpa dell'arbitro ........ . Aiutiamoli ad amare lo sport per quello che è, a essere sereni a fare gruppo con i compagni a pensare positivo, a divertirsi, a giocare senza il problema di vincere o perdere. Per gli istruttori vale anche per loro il discorso sopra citato, ma visto che devono insegnare a giocare al calcio dico loro di avere l'umiltà di volere imparare, di migliorarsi,d'informarsi su come allenare i ragazzi nei primi anni di attività; in quanto mi è capitato spesso di vedere loro eseguire esercizi,allenamenti o riscaldamenti pre partita da adulti,con l'effetto contrario e anzi il pericolo di creare danni fisici ai ragazzini nella fase di sviluppo fisico;non bisogna essere allenatori patentati per poter fare le cose giuste, ma delle persone che alla passione uniscono la volontà di fare il meglio e il sapere capire tutte le problematiche che uniscono i ragazzi al calcio. Una cosa molto importante e che purtroppo non vedo fare a molti istruttori è fare giocare tutti i ragazzi a disposizione almeno un tempo di gioco,senza fare differenze di valutazione sulle loro capacità, facendo passare in secondo piano l’ importanza del risultato. È molto triste vedere ragazzi, fatti entrare a pochi minuti dalla fine a risultato ormai acquisito, oppure squadre che portano in panchina pochi elementi per non dovere fare giocare quelli adesso meno capaci e badando solo esclusivamente a vincere; mi piacerebbe domandare loro cosa sentono dopo una vittoria o la vincita di un campionato pulcini o esordienti,quando ci sono ragazzi che vanno a casa scontenti e infreddoliti dopo aver passato un pomeriggio da comparsa, aver capito che sono diversi dai loro compagni. Questi pseudo istruttori dovrebbero farsi un esame di coscienza e cambiare o abbandonare la scena.Perché è più facile allenare per vincere una partita che allenare a giocare bene. Per ultimo ho lasciato i genitori che anno un ruolo fondamentale per quanto riguarda l’ attività sportiva dei loro figli e secondo me determinano anche il loro futuro in questo sport. Fare il genitore è già un compito difficile oggi; lasciamo in pace i ragazzi, sproniamoli al massimo impegno all’educazione al sapersi gestire subito da soli a confrontarsi nell’ ambito del gruppo, a convivere con vittorie e sconfitte in serenità. Non assilliamoli anche noi continuando a rimproverare o a esaltare le loro gesta calcistiche; secondo me avremo dei figli magari meno bravi a giocare al calcio ma sicuramente pronti ad affrontare la vita nella giusta maniera. È un loro sacrosanto diritto di non essere campioni. Concludo questo mio articolo sperando che questi miei pensieri ed esperienze vissute possano aiutare qualcuno a migliorare il suo ruolo, quale esso sia, sperando in futuro di vedere tanti ragazzi avvicinarsi con entusiasmo al calcio con grande voglia solo di divertirsi,visto che i grandi stanno facendo di tutto per rompere il giocattolo. |



