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Pagina 1 di 2 La condizione di obesità L'acquisizione di una corretta educazione alimentare abbinata ad una regolare attività fisica, favorita anche dall'allenamento delle qualità aerobiche, sono riconosciuti come obiettivi primari nella lotta all'eccesso di peso, nei giovani. Da un'indagine sullo stato di salute della popolazione italiana sono emersi alcuni dati preoccupanti.
Solo in Italia ci sarebbero 16 milioni di adulti obesi. Ciò vuol dire che il 31% della popolazione è in sovrappeso ed il 7% è obeso. La condizione di obesità può rappresentare un serio pericolo per lo stato di salute di un individuo. All'aumento del peso corporeo, oltre certi limiti, si possono associare alterazioni organiche e del metabolismo, che possono determinare un più elevato rischio di mortalità per numerose patologie. Fattori genetici, comportamentali e ambientali concorrono nel determinare lo stato di sovrappeso o di obesità. Dati preoccupanti Recenti dati rilevati sulla popolazione studentesca, relativi ai parametri di controllo delle qualità aerobiche, hanno mostrato una regressione preoccupante rispetto agli stessi di dieci anni prima. Per invertire questa tendenza sarebbe opportuno realizzare un progetto di prevenzione del sovrappeso che sia rivolto, soprattutto, alla popolazione più giovane. Il problema dell'eccessivo peso dei nostri ragazzi non è da sottovalutare. Le conseguenze non si limitano al rischio di incorrere in malattie cardiovascolari ma le difficoltà nel competere con gli altri possono indurre a creare sfiducia in se stessi e quindi una scarsa autostima. E' evidente come i ragazzi, in sovrappeso, si stanchino molto più facilmente dei compagni meno pesanti. Infatti, pur avendo, in valore assoluto, la stessa forza e la medesima quantità di massimo consumo di ossigeno (VO2 max) di un loro coetaneo normopeso, dispongono, in realtà, di una forza e di un VO2 max relativi molto più bassi. Il valore assoluto del VO2 max Il valore assoluto del VO2 max diventa relativo quando questo viene diviso per il suo peso. In queste condizioni diventa tutto molto più difficile. Ci si muove più lentamente degli altri e si contraggono,per correre alla stessa velocità di un compagno normopeso, debiti di ossigeno molto più marcati. Alla lunga viene meno l'interesse verso tutti quei giochi di movimento o attività dove il bambino ha verificato personalmente di avere scarse possibilità di successo. Poiché nei bambini l'affezione per una qualsiasi attività nasce solo se sono motivati diventa difficile coinvolgere i ragazzi in sovrappeso in forme di gioco dove, già in partenza, sanno di essere perdenti. Sottraendosi al gioco essi perdono: l'opportunità di acquisire attraverso il movimento nuovi schemi motori, la possibilità di stimolare adeguatamente l'attività cardiovascolare e di accelerare il proprio metabolismo. Solo l'adozione di modelli di consumo più razionali insieme alla promozione, nella scuola dell'obbligo e nelle società sportive, di una corretta e regolare attività fisica, possono prevenire l'instaurarsi del sovrappeso. Secondo un autorevole, organo scientifico statunitense, The American Heart Association, per favorire una buona funzionalità cardiovascolare nei bambini sarebbe necessario far praticare loro almeno 30 minuti di attività fisica moderata per 3-4 giorni alla settimana e, in aggiunta a questi, almeno 30 minuti di attività fisica intensa.
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