Campioni
Diego Armando Maradona PDF Stampa
Scritto da La redazione   


LO SCUDETTO ITALIANO

Dal Mondiale vinto in Messico al primo scudetto conquistato con la maglia del Napoli passa meno di un anno. Maradona vive la stagione più bella sua vita, campione del mondo con la sua Argentina e dopo dieci mesi campione d'Italia con il suo Napoli. Gli azzurri di Ottavio Bianchi disputano un campionato al limite della perfezione, con il fuoriclasse argentino continuamente ispirato e quasi sempre in eccellenti condizioni fisiche. Sono mesi indimenticabili, partita dopo partita il Napoli di Maradona, di Bruscolotti, di Ferrario, De Napoli, Bagni, Carnevale si avvicina a un traguardo atteso da sempre.
Il I0 maggio 1987 il sogno diventa realtà. Nel catino del San Paolo la Fiorentina cede al Napoli di Dieguito l'ultimo punto utile per la matematica conquista dello scudetto. E la festa azzurra è interminabile: è risultato più importante della sua lunga storia napoletana. Maradona e' l'eroe del primo scudetto. Napoli esplode d'amore per Diego e si copre d'azzurro. Uno "scugnizzo" argentino entra per sempre nei cuori dei tifosi, degli appassionati, dei semplici cittadini.
Un amore grande, tra Diego e la sua città adottiva che è appena all'inizio di una lunga e bellissima storia che regalerà agli azzurri altre grandi soddisfazioni. E dopo lo scudetto arriva anche la Coppa Italia.

IN EUROPA MEGLIO CHE IN ITALIA

L'amara stagione del dopo-scudetto porta il Napoli e Maradona alle soglie del baratro. Da un campionato da mille e una notte, nel torneo dopo qualcosa si inceppa nei meccanismi di quella macchina azzurra, apparentemente perfetta e che solo il grande argentino sapeva guidare alla vittoria. Il Napoli subisce una clamorosa rimonta dal Milan nelle ultime giornate e perde i cinque punti di vantaggio che avrebbero dovuto condurlo senza ostacoli verso il secondo scudetto. Inoltre l'annata è resa ancora più amara dall'eliminazione al primo turno in Coppa dei Campioni ad opera del Real Madrid. Non bastano neanche i 15 gol segnati in azzurro da Diego, che resteranno il suo record in serie A (capocannoniere). Quel drammatico maggio '88 di sconfitte e di contestazioni gli resta nel cuore. E' la più grande delusione nella sua carriera di calciatore con la maglia del Napoli. Tutta la carriera di Maradona, comunque, vive tra alti e bassi, tra
emozioni fortissime e trionfi indimenticabili, alternati a cocenti delusioni e sconfitte che nessuno potrà mai cancellare.
Un anno dopo il clamoroso secondo scudetto "regalato" al Milan a due giornate dalla fine del torneo, il capitano azzurro si prende una fantastica rivincita conducendo per mano il Napoli alla prima vittoria europea della sua storia, in Coppa Uefa. Il Napoli di Maradona dimostra che si può vincere anche all'estero.
Nel suo cammino il Napoli di Maradona elimina la grande Juve. Diego è il 'vendicatore", l'uomo delle stelle, che guida la squadra a un doppio assalto ai club tedeschi. In semifinale gli azzurri eliminano il Bayern e in finale lo Stoccarda. Il 17 maggio 1989 il Napoli iscrive il proprio nome per la prima volta nell'albo d'oro di una coppa europea.
Con Diego il Napoli è ormai una delle più grandi squadre del mondo.

IL 1990

Gli anni '90 si aprono per l'argentino con una stagione incredibile che in settanta giorni offre al miglior calciatore del mondo emozioni fortissime ma così diverse tra loro. Dal 29 aprile all'8 luglio'90 Diego passa dalla gioia immensa per il secondo scudetto conquistato con la maglia azzurra alla delusione tremenda di un campionato mondiale in terra italiana perso in finale contro la Germania, che all'84° vince il titolo con un discutibile rigore trasformato da Andreas Brehme.
Maradona guida per la seconda volta il Napoli sul tetto d'Italia. Segna 16 reti, che resterà il suo record in Italia, e regala agli azzurri una fantastica rivincita proprio suL Milan. Nelle ultime quattro giornate il Napoli sorpassa i rossoneri ed il 29 aprile esplode la festa con la vittoria al San Paolo sulla Lazio. E' un anno mozzafiato per Maradona. Pochi giorni dopo inizia l'avventura ai Mondiali proprio in Italia. E il destino beffardo manda in semifinale una contro l'altra proprio le nazionali di Italia e di Argentina, mettendole di fronte sull'erba del San Paolo. Lo stadio si divide tra i tradizionali tifosi degli azzurri di Vicini e i fedelissimi di Maradona e quindi dell'Argentina. Un caso unico nella storia del calcio.
L'Italia vede sfumare la finale mondiale ai rigori ma al San Paolo e' festa lo stesso. E' Maradona a trionfare, il "re di Napoli" con la maglia dell'Argentina. Dopo la sconfitta con la Germania Maradona piange di rabbia, convinto di essere stato vittima di un complotto, di una atroce vendetta per aver eliminato proprio l'Italia organizzatrice del Mondiale.

LA "FINE"

Nell'estate del '90 Diego Armando Maradona si toglie l'ultimo grande sfizio con la maglia del Napoli. Umilia la Juventus al San Paolo, annientata con un clamoroso 5-0,nella finale della Supercoppa italiana. E' il trionfo che conclude l'era Maradona in maglia azzurra. La bella favola con la città che lo ha tanto amato si sporca di storie di droga e di camorra. Il 12 marzo '91 Diego segna l'ultimo gol al San Paolo, nell'andata della semifinale di Coppa Italia con la Sampdoria, dodici giorni dopo gioca l'ultima partita dì campionato con la maglia azzurra, a Genova con la Sampdoria. Poi fugge via, a sorpresa, con la sua famiglia e torna definitivamente in Argentina. A Napoli restano solo i ricordi di sette anni fantastici, di successi che il club
azzurro non aveva mai ottenuto e di una squadra che grazie al fuoriclasse argentino è diventata una delle più famose, amate e rispettate del mondo.
La vita di Diego Armando Maradona dopo l'esperienza con la maglia del Napoli è stata travagliata piena di momenti bui. Ancora la droga, le squalifiche per doping,quella clamorosa ai Mondiali americani del '94 quando sembrava che 'El Pibe" a 34 anni fosse riuscito nel miracolo di tornare ad essere il più forte calciatore del mondo.In quel Mondiale Diego stupì il mondo con un gol stupendo firmato contro la Grecia, prima di risultare positivo ai controlli anti-doping. Diego squalificato con tanto di disonore e l'Argentina eliminata subito dopo, senza più la forza di reagire.
In questi ultimi anni le sue esperienze di calciatore nel Siviglia, in Spagna, e in alcuni club argentini di serie A non hanno lasciato il segno. Ma la fine è oramai segnata.



 
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