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Marco Van Basten PDF Stampa
Scritto da La redazione   

Image Rivedremo e rinverdiremo i fasti della carriera di uno tra i più grandi attaccanti di tutti i tempi, partendo dai suoi inizi nell'Ajax concludendo con il suo triste ed amaro ritiro, il 18 agosto del 1995, un agosto troppo caldo per il freddo che tutti però provavano, avendo ben chiaro che le giocate di quel fantastico campione sarebbero mancate al calcio mondiale per sempre.

AJAX
L'esordio nel campionato olandese di Marco Van Basten risale alla stagione 1981/82, quando il calciatore a soli 17 anni subentrò con la maglia dell'Ajax nientemeno che Johan Cruyff, asso incontrastato dell'Ajax anni '70. Fu proprio Cruyff ad indicare Marco come suo sostituto e Van Basten si presentò subito con un gol al suo debutto.
Nel campionato 1982/83 gioca già con più regolarità, totalizzando 9 gol su 20 presenze, mentre "esplode" nella stagione seguente con 26 presenze e 28 gol, a soli 19 anni.
Le tre stagioni che seguirono furono indimenticabili: infatti nel 1985/86 vince la "Scarpa d'oro", realizzando innumerevoli gol, ma soprattutto mettendo in mostra magie che fecero intuire il potenziale del giocatore.
Nella Coppa delle Coppe della stagione successiva (1986/87) i "lancieri" arrivano in finale e la vincono grazie ad un gol di testa del "cigno di Utrecht ", che poi conquisterà anche il premio "Bravo 1987" per miglior giocatore delle coppe europee. In questi anni totalizzerà 133 presenze con 128 gol, ed il Milan lo acquista, soffiandolo all'ultimo istante alla Fiorentina.

MILAN
Viene acquistato per un valore intorno ai due miliardi dal Milan nel 1987, nel secondo anno della gestione Berlusconi.
L'accoglienza dei tifosi è grandiosa e Marco subito li ripaga segnando 5 gol in 4 partite di "Coppa Italia" mentre alla prima di campionato (13 Settembre 1987 esordio contro il Pisa) trasforma il rigore decisivo. Dopo questa partita, ecco l'inizio del suo "calvario" fisico, dovuto a problemi alla caviglia, che sempre dolorante lo costringe all'operazione, rimanendo fuori per sei mesi dal campionato.
La ripresa, come sempre è difficile, ma il suo ritorno ufficiale in panchina, datato 10 aprile 1988 (Milan-Empoli) a San Siro dopo sei mesi di stop, è esaltante. La partita è bloccata e la rincorsa del Milan di Sacchi sul Napoli sembra impossibile, ma tra i giocatori che entrano in campo per il secondo tempo vi è anche Marco, con il numero 16, pronto a giocare i primi 45 minuti dopo l'infortunio. Esattamente al 61° minuto Van Basten riceve palla a trenta metri dalla porta, dribbla un avversario e calcia di destro all'incrocio dei pali: il Milan è in vantaggio. Qui ricomincia la sua carriera e il 1° Maggio 1988 al San Paolo di Napoli realizza la terza rete dei rossoneri che vincono così partita e scudetto.
Nella stagione 1988/89 Marco debutta in "Coppa dei Campioni" con 4 gol nel primo turno al Vitocha, poi segna contro la Stella Rossa e il Werder Brema due gol fondamentali.
Marco incanta anche il Santiago Bernabeu (5 Aprile 1989 Real Madrid Milan, semifinale); su un cross di Tassotti, l'attaccante al limite dell'area colpisce di testa in tuffo: la sfera tocca prima la traversa, poi il portiere delle "merengues" Buyo e termina in rete. Segna anche con il Real al ritorno e la magica doppietta nella finale di Barcellona contro la Steaua Bucarest dà il trofeo ai rossoneri.
Marco si laurea capocannoniere della coppa con 9 reti.
Nella stagione seguente (1989/90) dopo vari gol in Coppa dei Campioni, Marco fornisce l'assist decisivo a Rijkaard nella finale contro il Benfica: ed è un nuovo trionfo.
Non dimentichiamo i "palloni d'oro" vinti in questo indimenticabile periodo e le Coppe Intercontinentali in Giappone: ma nel momento migliore, in campionato (1992/93) con 12 gol in 9 partite, e in Coppa dei Campioni con 4 gol al Rosenborg (tra cui una rovesciata strepitosa) la caviglia cede: è finita.
Giocherà ancora in primavera pochi spezzoni, segnando (strano il suo destino) un gol al portiere Nista, colui cui aveva segnato il primo gol in serie A. Gioca la finale di Coppa dei Campioni, in cattive condizioni, ed esce a pochi minuti dalla fine: da allora non lo vedremo più in campo, se non il 18 Agosto 1995 quando saluta il pubblico di San Siro per il suo addio ufficiale al calcio.

UN GOAL MAGICO
Dopo la conquista del primo scudetto, ecco la partecipazione agli "Europei" in Germania.
Parte dalla panchina, gioca titolare contro l'Inghilterra e realizza tre gol. L'Olanda raggiunge le semifinali contro la Germania padrona di casa: il suo avversario diretto è Kohler, che lo marca stretto, ma basta un istante di distrazione che Marco all'88° minuto porta l'Olanda in vantaggio per 2-1.
Finale contro l'Unione Sovietica: il magico goal.
L'Olanda è in vantaggio per uno a zero, quando al 54° minuto su un cross proveniente da sinistra che si dirige verso la linea di fondo campo, all'altezza della linea esterna dell'area di rigore a pochi passi dalla linea di fondo, Marco da assoluto fuoriclasse impatta la palla al volo, indirizzandola all'incrocio dei pali opposto, per una "perla di rara bellezza", spesso giudicato tra i goal più belli di tutti i tempi.



 
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