|
Calcio e rugby hanno una comune origine storica: fin dai tempi più antichi, documenti di illustri personaggi attestano l'esistenza di un gioco, o meglio disciplina (prima militare e successivamente sportiva) in cui si prevedeva l'utilizzo di una palla. La nascita vera e propria di entrambi gli sport, intesa come prima codificazione di regole, è "standardizzata" durante il diciannovesimo secolo: quando le strade, prima parallele dei due giochi, si separano.
Già nel quinto e quarto secolo prima di Cristo, presso i greci si era diffuso l'"episkiros" o anche "phoeninda", gioco similare al calcio. I berberi nel medesimo periodo praticavano il "koura", ed i romani avevano mutuato l'episkiros dai greci trasformandolo in "harpastum" (grecismo, ovvero termine greco trasformato in latini). L'etimologia della parola ci avvicina alla conoscenza del gioco: harpastum deriva dal greco "arpazo", con il significato di strappare con forza, afferrare; in poche parole un mix intrigante tra calcio e rugby, praticato da due squadre, composte da parecchi giocatori, che si fronteggiavano cercando di spingere una palla di stracci oltre una linea (molto probabilmente la futura "linea di meta" ).
In un periodo storico appena antecedente al sopracitato, passando dall'altra parte del globo terraqueo troviamo in Estremo Oriente un gioco denominato "Tsu-Chu", dove "tsu" significa colpire con il piede e "chu" rappresenta una palla fatta di pelle e riempita di crine di cavallo. Sempre in oriente non possiamo tralasciare il "kemari", praticato in Giappone, disciplina in cui otto giocatori contro altri otto tentavano di lanciare una palla tra due alberi.
Nel vecchio Continente, la diffusione europea dell'harpastum fu ben presto eccezionale, grazie all'espansione dell'Impero Romano nell'era "dopo Cristo" che soggiogò con la forza e conquistò un gran numero di popolazioni limitrofe: in alcuni testi sono riscontrabili leggendarie partite tra legionari romani e popolazioni locali, in particolar modo i Britanni. Molto spesso il risultato delle epiche contese verteva in favore dei Britanni che non solo si appropriarono con la loro abilità del gioco, ma specificatamente lo trasformarono, rendendolo per alcuni aspetti simile all'odierno rugby, per altri al calcio. Punto di incontro tra i futuri due sport è l'"Hurling Game" , da un verbo di derivazione scandinava che significa "colpire" oppure "scagliare": numerosi storici hanno cercato di far risalire immediatamente la paternità solo di calcio o solo di rugby all'Hurling, non considerando la possibilità di una distinzione in periodi storici successivi. A tal proposito è senza dubbio importante osservare la diffusione di altre due varianti "sui generis" di tale gioco: in Francia un gioco, denominato "soule" , duro e violento per altro, con lo scopo di lanciare una palla in un bersaglio triangolare (il possibile antenato della porta ); in Italia, a Firenze il famoso "Calcio Fiorentino", una via di mezzo tra le due specialità. La differenziazione tra i due sport non era ancora ipotizzabile: gioco con le mani e gioco con i piedi erano sapientemente alternati, e l'obiettivo poteva essere talvolta il superamento di una linea di meta, altre volte il lancio della palla in un bersaglio.
Dobbiamo aspettare il non lontano diciottesimo secolo per trovare una distinzione in due "correnti": il Dribbling game, da cui nascerà il gioco del calcio e l'Handling game, padre del rugby, sebbene entrambi costituissero un unico gioco, il cosiddetto football. Nel secolo successivo, dal punto di vista storico sono fissate le date di nascita dei due sport: ma si tratta di date e occasioni valevoli solamente dal punto di vista cronistico e cronologico.
Il primo novembre 1823 accadde un fatto, allora insignificante, che avrebbe dato inizio alla disciplina sportiva del rugby: durante una partita tra amici, nel prato della Pubblic School di una ridente cittadina del Warwisickshire, Rugby, l'irlandese William Webb Ellis, con sommo disprezzo delle regole allora in vigore, prese la palla tra le mani e corse con essa, dando involontariamente vita ad una delle regole del gioco del Rugby. L'irregolarità non era l'utilizzo della palla con le mani (consentito dalle regole vigenti al tempo), bensì il fatto che corse con essa nelle mani, portandola avanti: successivamente, un certo Thomas Hughes ricorda (in uno scritto nel 1895) che, sempre nella stessa piccola cittadina, nel 1835 si svolse una partita di rugby. In precedenza il direttore Thomas Arnold, noto filosofo scolastico (nominato rettore nel 1829) sensibilizzò la pratica di tale sport nel tempo ricreativo scolastico: tale intuizione ebbe così ampio successo che gli studenti, terminata la scuola pubblica, portarono lo sport anche nei college, aiutando la sua diffusione. Non possiamo tralasciare di citare l'origine della forma originale della palla: un artigiano, William Gilbert costruiva le palle da gioco per la scuola di Rugby riempiendo la vescica di maiale, ottenendo così la forma ovoidale che la caratterizza tutt'oggi. Infine proprio a Rugby, nel 1846, fu redatto il primo codice di regole dell'Handling game e successivamente ogni scuola lo integrò apportando modifiche e creando (purtroppo o fortunatamente) regole sempre diverse e modi differenti di interpretare e "condurre" il gioco. Finalmente il 26 aprile 1863 i rappresentanti di undici club civili e scuole si riunirono nella allora famosa "Freemanson's Tavern" a Londra e dopo una accesa discussione elencarono i capisaldi di un nuovo regolamento per questo sport che era ancora a metà strada tra i due. Riguardo a tale momento storico è sorto un equivoco: numerosi storici sancirono la nascita del rugby nella taverna dei Frammassoni, mentre altri la nascita del calcio. Secondo l'opinione più diffusa a Londra venne stilato il regolamento del football-rugby, mentre, pochi mesi dopo i fautori del "soccer" si staccarono e presumibilmente formularono un nuovo codice di regole.
Quindi tra l'aprile e il dicembre 1863 si possono considerare i natali dei due sport che avrebbero avuto diversi "splendori e miserie". |